L’arte, una missione educativa (guest post di Mille Idee al Nido)


© Mille idee al nido
Mi piace avere ospiti qui sul blog, se avere ospiti significa dare a un pensiero un respiro più ampio, se invece di essere un qualcosa qualunque appiccicato a un muro virtuale si presenta piuttosto come parte di un dialogo, di un confronto di idee.
Per questo, a parlare di attività artistiche per bambini questa volta ho invitato, dopo una Mamma Dilettante, delle maestre, per avere ‘l’altro’ punto di vista. Loro sono Natty ed Elisa, e hanno aperto Mille Idee al Nido per raccontare del loro lavoro con i bambini. È bello seguirle: sanno ben raccontare come scelgono le attività, selezionano i materiali, le reazioni dei bambini e tanto altro… è davvero stimolante, soprattutto per chi, come me, ha figli in quella fascia di età.
Mi ha fatto davvero piacere che abbiano accettato il mio invito, e sono ancora più contenta da quando ho letto quello che hanno scritto. Non è facile fare arte con bambini di quest’età, e questo loro post mi ha davvero aiutata a focalizzare tante cose che facevo con il piccolo un po’ intuitivamente, e a proporre alcune attività in modo un po’ diverso. Mi hanno aiutata a mettermi nei panni di mio figlio, e per questo, Natty, Elisa, vi ringrazio davvero!

Ringraziamo moltissimo Silvia per questo invito così interessante, siamo veramente felici di essere state scelte da lei per questo guest. È importante avere l’opportunità di condividere il nostro pensiero e le esperienze proposte ai bambini, con le tante mamme che la seguono giorno dopo giorno.


 Siamo due educatrici che lavorano con i bambini del nido dai due anni in poi, per passione abbiamo deciso di aprire un blog raccontando le varie esperienze che facciamo al nido, oggi vi racconteremo quello che ci sostiene e spinge a proseguire con slancio nel nostro operato.
Il bambino, in questa fascia d’età, è curiosità allo stato puro, ha una grande voglia di conoscere il mondo che lo circonda e grazie ai sensi riesce a odorarlo, assaggiarlo, toccarlo e ascoltarlo, di conseguenza, la scelta delle esperienze che proponiamo ai bambini viene fatta tenendo conto di questo pensiero.
Quello che ci aiuta a procedere nel creare e preparare un’esperienza è la concezione, sempre presente, di allontanarci dall’idea del bambino come produttore di lavoretti perfetti, i quali riproducono il gusto estetico dell’adulto.
Cerchiamo di allontanarci dai classici stereotipi del bello-brutto e pasticciato-ordinato, prediligiamo usare strumenti non fissi ma espressivi cioè che possono essere utilizzati in vari modi.
I nostri bambini sperimentano, creano e lasciano come prodotto una vera testimonianza di sé.
Arte per noi significa dare al bambino la possibilità di esprimersi in libertà.
Come mai ci sforziamo tanto in quanta missione?
Perché siamo felici quando, dopo un’esperienza proposta abbiamo tanti prodotti diversi l’uno dall’altro e ognuno è carico del piacere di ogni bambino; siamo felici perché lo abbiamo visto che si diverte, che prova, che s’impegna; siamo felici perché ci piace sperimentare diversi materiali, tecniche e strategie, dando al bambino la possibilità di scoprire liberamente.
Questo ideale ci ha portato a osservare i materiali con occhi diversi, analizzandoli e scegliendoli per le varie possibilità di esperienze che possono generare.
Cercare i materiali, le tecniche e le strategie migliori non è un compito facile, si tratta di vedere le attività didattiche da un punto di vista diverso tenendo sempre presente l’esperienza del bambino e non il prodotto finale.
Ci domandiamo, come può essere usato dal bambino questo materiale?
Spesso tanti oggetti parlano da soli, grazie alla loro forma e alle loro peculiarità sono delle istantanee esperienze per il bambino e diventano delle fonti d’ispirazione per future attività.
Cerchiamo di proporre materiali interessanti al tatto, per quanto riguarda le esperienze artistiche e di associare, se possibile, anche gli altri sensi.
In questo modo il bambino sperimentando, liberamente, è partecipe e creatore di un’esperienza artistica.
A questa età si deve esplorare con le mani o con mezzi pittorici diversi che suscitino nel bambino la voglia di far prove di usare quell’oggetto in tanti modi diversi.
Guardare con occhi diversi al risultato dell’esplorazione del bambino è la chiave di svolta, ed è quello che manca al mondo educativo odierno della prima infanzia.
Si pensa, prese dalla paura e dal timore di non essere considerate come brave educatrici, che il pasticcio, l’utilizzo di poco colore o di tenui colori e la sperimentazione con inusuali materiali sia brutta, da non far vedere al genitore come documentazione e quindi si tende a privilegiare i soliti lavoretti, triti e ritriti che siamo abituate fin dalla notte dei tempi a veder appesi sui cartelloni della scuola.
Bisogna cambiare questa mentalità pensando al bene del bambino e non al nostro, cercare di parlare con i genitori, a inizio anno, per spiegare l’importanza di questo modo di vedere l’educazione, tesa all’esperienza e non al prodotto finale. Pensate e riflettete che su quel foglio pasticciato, a volte brutto o rotto, c’è il vissuto del bambino. In questo modo non solo il bambino fa esperienza, ma noi riusciamo a rispettare la creatività artistica di ognuno di loro lasciando le loro opere intatte. E così, che noi crediamo che le esperienze dei bambini piccoli debbano avvenire: ricche di materiali, di miscugli, di oggetti interessanti al tatto di superfici diverse e chi più ne ha più ne metta. Grazie.

Grazie a voi.

A proposito di dialogo, vorrei invitare tutti anche a leggere il bel post L'asilo, i capricci e altre riflessioni che Io Imparo con la Felicità ha scritto in risposta al post di Mamma Dilettante, e ai commenti che ne sono seguiti…

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